Plastica: Cosa dice l’etichetta?

Sei sicura di conoscere il tipo di plastica che stai utilizzando?

Riciclo

Qualche giorno fa ero seduta in un parco giochi dove porto ogni tanto mia figlia dopo la scuola e lì ho avuto la possibilità di osservare una bambina di 8 anni che giocava con mia figlia.

Ad un tratto, la bambina si è avvicinata ad un cassonetto li vicino e ha gettato la sua bottiglietta di acqua (di plastica) in uno dei tre cestini;  peccato fosse quello del misto!!!

Ma si, dirai tu, di cosa ti preoccupi? Con il tempo imparerà!

Perché ti dico questo?

 Perché il tempo non insegna nulla!

I bambini ci guardano e ci imitano!!!

Non ho mai parlato della plastica a mia figlia fino ai 6 anni ma mi ha sempre visto differenziare i rifiuti, separare l’organico, le pile, i medicinali e tanto altro…

Lavorando da parecchi anni nel mondo degli impianti di riciclo, non è inusuale per lei sentirmi parlare di plastica e spesso ridiamo insieme quando c’è da decidere dove buttare alcune cose.

La suddivisione dei macro materiali (carta, vetro, organico e plastica) è stata abbastanza intuitiva e facile per lei…. il bello è stato spiegarle le diverse plastiche.

Ebbene si, le plastiche non sono tutte uguali!!

bottiglie plastica
Plastiche esempi

Il termine “plastica” è comunemente usato per descrivere un vasto assortimento di materiali sintetici o semi-sintetici che vengono utilizzati ad esempio in molti imballaggi.

Non è mia intenzione farti un trattato sulla plastica e sulla polimerizzazione ma vorrei poterti aiutare a capire quali materiali stai utilizzando tutti i giorni. Se poi continuerai a leggermi, potrai anche valutare di cambiare quelli che non riterrai consoni al tuo stile di vita (Leggi anche il mio articolo “come sviluppare uno spirito ecologico“)

Da dove partire quindi?

Il primo passo è riconoscere il simbolo che garantisce il riciclo della plastica.

Hai mai notato che sugli imballaggi in plastica sono riportati delle lettere e dei numeri?

Ebbene, ai fini del riciclo, sono state definite delle codifiche standard internazionali per individuare il tipo di materiale. 

Tutti gli imballaggi in plastica, a prescindere dal polimero e dalla codifica, sono sempre conferibili nella raccolta differenziata. Ovviamente ogni comune ha le sue regole in materia di raccolta differenziata ma in linea generale queste sono molto simili tra loro.

I polimeri più diffusi nel mondo dell’imballaggio hanno codici da 1 a 6; il codice 7 è riferito genericamente a tutti gli altri tipi di plastiche.

Di seguito trovi i simboli della plastica riciclabile: 

Si tratta di un triangolo composto da frecce all’interno del quale trovi un numero, seguito da una sigla.

simboli raccolta differenziata

Cod. 1: PET (Polietilene tereftalato): 

Uno dei più usati per contenere alimenti e liquidi. Tra le principali applicazioni: bottiglie, film, tubi, vaschette, contenitori ed imballaggi, etichette. Impiegato nella maggior parte dei contenitori usa e getta, si presenta come una plastica leggera e flessibile

Cod.2: HDPE (Polietilene ad alta densità)

Utilizzato per imballaggi come flaconi per il contenimento di detersivi o alimenti, giocattoli, tappi in plastica, tubi per il trasporto di acqua e gas naturale.

Cod.3: PVC (Cloruro di polivinile)

Utilizzato per produrre tubi per edilizia, serramenti, pellicola rigida e plastificata per imballi. Di questo materiale sono fatti tutti gli imballaggi alimentari (tipo cellophane), giocattoli per bambini e per animali.

Cod.5: PP (Polipropilene), 

Generalmente usato per articoli casalinghi e giocattoli, imballaggi rigidi (barattoli, flaconi) e flessibili (film per imballaggio automatico). Si tratta di una plastica resistente, leggera e che non si scioglie con il calore.

Cod.4: LDPE (Polietilene a bassa densità). 

Utilizzato soprattutto nella produzione di manufatti flessibili come film e pellicole, per imballaggi e in agricoltura.

Cod.6: PS (Polistirene o Polistirolo)

Utilizzato per vaschette e contenitori da asporto, stoviglie monouso; la versione espansa è presente nella realizzazione di manufatti alleggerenti, isolanti, fonoassorbenti per l’edilizia. Lo si trova in genere nelle confezioni degli elettrodomestici perché protegge dagli urti. 

Cod.7: PI (Poliaccoppiati) 

Sono tutti gli altri polimeri per i quali non è stato previsto un codice specifico. Spesso si tratta di accoppiamenti di materiali di tipo diverso e non separabili, come ad esempio: carta-plastica, plastica-alluminio, carta-alluminio. Un esempio sono i cartoni del latte e dei succhi di frutta (i cosiddetti tetrapak), ma anche la carta dei salumi, alcune bustine per medicine. Tutti questi ultimi tipi di plastiche fino a poco tempo fa non erano facilmente riciclabili, pertanto non differenziati e da conferirsi nell’indifferenziata. Ultimamente sono stati sviluppati metodi per separare i diversi materiali e procedere al riciclo; è quindi sempre bene informarsi sugli oggetti in PI accettati dalla raccolta della plastica del proprio comune.

Ricorda di svuotare gli imballaggi e, se possibile, di schiacciarli per il lungo prima di conferirli nella raccolta differenziata.

Tappi e bottiglie non sono dello stesso materiale! Se possibile, fai fare ai tappi un percorso di riciclo differente. 

Non gettare i sacchetti della spesa nella raccolta della plastica! Sono sacchetti biodegradabili e compostabili, ideali per il bidone dell’umido, dove gettare gli scarti di cibo: si decomporranno insieme ai rifiuti alimentari!

Fai quindi attenzione a non confondere i termini

riciclabilità /compostabilità / biodegradabilità!

Di questo argomento mi riservo di parlarne in un altro articolo perché, ti assicuro, anche qui la confusione è tanta!

Ad ogni modo, dal 1°gennaio 2023 tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia dovranno essere opportunamente etichettati.

Dovranno riportare la tipologia di imballaggio (per esempio flacone, bottiglia, vaschetta, etichetta, lattina) la codifica numerica del materiale, la famiglia di riferimento e l’indicazione sul tipo di raccolta (se differenziata o indifferenziata).

Alcuni imballaggi riportano già un’etichetta più descrittiva, tuttavia in commercio ci sono ancora le vecchie etichette per permettere ai produttori di evadere le loro scorte.

Avere ben chiaro in mente con quale materiale abbiamo a che fare è essenziale sia nella fase di acquisto di un nuovo prodotto, che ovviamente nella fase di smaltimento. 

Facciamo quindi una scelta responsabile per l’ambiente e impegniamoci ad essere di esempio per le future generazioni!

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